alimentare
La professoressa Faraco

Si terrà domani, mercoledì 8 maggio (dalle ore 15.50 alle ore 18.00) a Napoli, nell’ambito di Innovation Village, l’incontro Traiettorie bio-based e sostenibili per i comparti alimentare e farmaceutico.

Il dibattito, che si svolgerà nell’Aula Mergellina a Villa Doria D’Angri, durante la sessione pomeridiana dell’evento Ricerca e Imprese per nuovi modelli di Bio-Economia, rappresenta una chiamata per innovatori, aziende e start up operanti nei settori delle biotecnologie e delle filiere agro-alimentare e farmaceutica.

A moderarlo, Vincenza Faraco, docente di Chimica e Biotecnologie delle Fermentazioni dell’Università degli studi di Napoli Federico II, coordinatrice della Task Force in BioEconomia Circolare dell’ateneo federiciano e presidente dell’impresa del terzo settore CIAK SI SCIENZA.

Un panel di innovatori, investitori e aziende di alto profilo internazionale descriveranno alcune delle soluzioni integrate più innovative che le biotecnologie e la bioeconomia circolare ci consentono di realizzare per affrontare le sfide dell’alimentazione e della salute in era climate change.

L’aumento della popolazione, che a inizio 2024 aveva già superato gli 8 miliardi, le abitudini consumistiche di alcune fasce più ricche e particolarmente resource consuming e la voracità e il carico inquinante del modello economico lineare stanno generando una situazione di emergenza senza precedenti in termini di cambiamenti climatici, pandemie e instabilità economica, legata all’esaurimento delle risorse e ai disastri ambientali.

La pandemia da Coronavirus e le altre pandemie che minacciano la sopravvivenza del genere umano, tra cui quella dei microbi resistenti agli antibiotici – che nel 2023 hanno causato 5 milioni di morti (più del cancro) – derivano da un’alterazione dell’equilibrio uomo-natura. Il salto di specie del virus Covid-19 dovuto allo sconfinamento dell’uomo negli habitat degli altri ecosistemi naturali è l’esempio eclatante delle gravissime conseguenze del processo di autodistruzione dell’economia antropocentrica.

E altrettanto grave è l’uso massivo di antibiotici a largo spettro per gli allevamenti intensivi di bovini e suini, che finiscono nei corsi d’acqua dove alterano la catena alimentare e fanno una strage di microbi “buoni” mentre alcuni più “cattivi” resistono e si propagano.

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La professoressa Faraco

Proteggere la biodiversità naturale e minimizzare l’impatto delle attività umane sul pianeta e il deficit ecologico è indispensabile, e per questo occorre sovvertire la logica antropocentrica del sistema produttivo e di consumo tradizionali rimettendo, con la bioeconomia, la vita e la natura al centro dell’economia, ed esplorando appieno il potenziale delle biotecnologie.

La chiave della transizione è “Use less, use longer, use again and make clean” (Circle Economy) e per questo la bioeconomia rappresenta una pietra miliare per poter ripensare i processi di produzione, utilizzo e fine vita dei prodotti.

La soluzione “verde” da adottare per proteggere l’uomo dalle pandemie rispettando anche il pianeta verrà descritta dal professor Rino Rappuoli microbiologo di fama mondiale e direttore della Fondazione Biotecnopolo di Siena. Alcune delle strategie sostenibili e non in competizione con il food per la produzione di farmaci saranno raccontate anche dal General Manager di Menarini Biotech, Nicola Torre.

L’altra principale sfida del millennio, insieme a quella della salute e, come questa connessa all’emergenza climatica, è quella alimentare. L’insufficienza delle superfici agricole e l’alta incidenza degli allevamenti sulle emissioni dei gas serra, che derivano per oltre il 20% da questo comparto, richiedono, urgentemente, fonti alternative e nuove tecnologie per il comparto agroalimentare.

Nuove pratiche per la rigenerazione del suolo e l’ottimizzazione dell’uso delle risorse, nuovi sistemi biorigenerativi di piante e materiali non in competizione con il food e l’applicazione di nuove tecnologie a scarti e sottoprodotti, saranno al centro della discussione che coinvolgerà, tra gli altri, Marco Pacini, Program Research Manager del Centro Nazionale del PNRR Agritech e Fabio Apone Responsabile Centro Ricerche per le biotecnologie industriali di Novamont.

Accanto a queste strade, è indispensabile, in una logica di approccio integrato, accelerare l’applicazione delle biotecnologie nel foodtech, attraverso la produzione di carne coltivata e quella di proteine sintetiche mediante fermentazione e ingegneria genetica. Di questo, parleranno Antonio Grifoni investitore di Plug and Play – che descriverà casi di start up e grandi aziende che già producono questo cibo del futuro – e Bruna Anzà del Politecnico di Torino.

Data la rilevanza della componente economico-finanziaria, si concluderà la sessione con un breve focus su alcuni schemi di finanziamento della Commissione Europea quali il programma Circular Bio-Based Europe Joint Undertaking e i suoi 213 milioni di euro disponibili per promuovere l’economia circolare europea basata sulla bioeconomia.

Il dibattito, coinvolgendo anche altri esperti del mondo della ricerca e delle imprese, si incentrerà sulle difficoltà normative e di scalabilità e le problematiche di accettazione da parte dei consumatori.

“Un mondo sano in cui si concili il profitto con la salute dell’uomo e del pianeta in modo equo, etico e inclusivo è possibile se si crea la necessaria integrazione tra scienza, economia e politica per rendere industrializzabili le nuove tecnologie e migliorarne la penetrazione del mercato. Questo richiede che il mondo della politica introduca tutte le azioni per il supporto economico all’industria e la semplificazione normativa e che si rafforzi l’alleanza tra tutti gli attori del cambiamento”, dichiara la professoressa Faraco.

“Questa è una sfida imperdibile per la nostra sopravvivenza: un paese come il nostro – che rappresenta un’eccellenza per il settore cibo nel mondo ed è primo in Europa per il comparto del farmaco conto terzi con un fatturato di 3,1 miliardi di euro – non può perdere questa opportunità”, conclude al microfono de La Voce del Nisseno.

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